Stai pensando di visitare il campo di concentramento di Auschwitz in autonomia e ti stai chiedendo se sia possibile e come fare? Questa guida fa al caso tuo! In questo articolo scopriremo insieme le informazioni principali per pianificare una visita ad Auschwitz-Birkenau in completa autonomia. Al termine della lettura saprai esattamente come fare per esplorare al meglio gli oltre 40 km quadrati di museo-campo.
Attenzione! Per vivere al meglio l’esperienza, consigliamo vivamente di prenotare il tuo biglietto saltafila in anticipo rispetto alla tua visita. Solamente così potrai evitare lunghe code e avere diritto ad un accesso prioritario che ti farà risparmiare tempo.

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Puoi annullare gratis fino al giorno precedente alla visita.
Indice dei contenuti
- 1 Il Campo di Concentramento di Auschwitz: Cenni storici
- 2 Come raggiungere Auschwitz-Birkenau da soli
- 3 Viaggiare ad Auschwitz in autonomia: info utili
- 4 Tour fai-da-te del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau
- 5 Visitare Auschwitz da soli: Domande frequenti
- 6 Visita completa ad Auschwitz-Birkenau in autonomia: conclusioni
Il Campo di Concentramento di Auschwitz: Cenni storici
La costruzione di Auschwitz cominciò dal maggio del 1940 in una caserma abbandonata dell’artiglieria polacca.
I lavori venivano svolti dai prigionieri, costretti a ritmi e condizioni disumani sotto la sorveglianza delle SS, con lo scopo di ampliare lo spazio destinato al campo. I prigionieri arrivavano da tutti i paesi occupati dalla Germania nazista.
L’obiettivo di questo campo, infatti, non era solo la detenzione e lo sfruttamento della manodopera schiavile, bensì anche lo sterminio sistematico di interi gruppi di popolazione.
Ecco perché Auschwitz, come molti altri campi, era dotato di camere a gas e forni crematori.
Sempre nell’ospedale del campo, nel Blocco 10, venivano eseguiti esperimenti su prigionieri, specialmente i neonati e i gemelli.
Auschwitz-Birkenau, il secondo campo, fu costruito dai tedeschi l’anno seguente proprio con lo scopo di sterminare il maggior numero possibile di prigionieri ed utilizzarono le camere a gas fino al novembre del 1944.
Si stima che circa un milione e centomila ebrei furono deportati qui, oltre alle 350.000 vittime appartenenti ad altri gruppi etnici, come sinti o polacchi, oltre agli oppositori politici e, in generale, le persone non gradite al regime.
Dalla metà di gennaio del 1945, a causa dell’avvicinamento delle truppe sovietiche, le SS ricevettero l’ordine di sgombrare i campi: e questa fu l’ennesima occasione, per i nazisti, di perpetrare soprusi e brutali esecuzioni.
Il 27 gennaio, le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz, liberando i superstiti.
Come raggiungere Auschwitz-Birkenau da soli

Parcheggio di Auschwitz-Birkenau – Photo ID 162279418 © Robert309 | Dreamstime.com
Per raggiungere il Campo di Concentramento hai molte opzioni tra cui scegliere!
Innanzitutto, potrai raggiungerlo dalle due città più vicine dotate di un aeroporto, Cracovia o Katowice, sia che tu preferisca viaggiare in treno, autobus, macchina o taxi.
Da Cracovia potrai partire dalla stazione centrale con un treno diretto per una tratta che varia dai 48 minuti fino all’ora e venti.
Per quanto riguarda l’autobus, ti aspetterà un viaggio di circa un’ora e mezza a partire dalla stazione centrale dei bus.
Preferisci viaggiare in autonomia? Nessun problema!
Con un tragitto per metà su strada a pedaggio potrai raggiungere il comodo parcheggio nei pressi del museo-campo con un viaggio di circa un’ora e venti minuti.
Se invece desideri raggiungere Auschwitz da Katowice ti aspetterà una percorrenza più breve per quanto riguarda l’auto: sarai arrivato a destinazione dopo appena 45 minuti!
In treno, invece, potrai giungere al museo-campo dopo un’ora di viaggio a cui va aggiunto il tempo di attesa della coincidenza tra la prima e la seconda tratta.
Infine, se stai pensando di pianificare la visita partendo da Varsavia, potrai raggiungere la destinazione in macchina viaggiando per circa tre ore e mezza.
Preferisci viaggiare con i mezzi pubblici? Sarà sufficiente raggiungere Cracovia per poi muovere verso la città di Oświęcim che ospita il museo-campo, in questo caso il viaggio che ti aspetta sarà un po’ più lungo visto che Varsavia dista circa 370 km dal campo.

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Viaggiare ad Auschwitz in autonomia: info utili
Il museo-campo è un sito storico di importanza monumentale! Se desideri pianificare una visita ad Auschwitz è bene che tu conosca alcune informazioni utili per organizzarti al meglio.
Anzitutto, all’interno del campo è bene osservare alcune regole di comportamento dal momento che bisogna rispettare il luogo e ciò che rappresenta.
Sono consigliate scarpe comode e, in caso di visita nei mesi invernali, è bene coprirsi adeguatamente; inoltre è bene evitare vestiti sgargianti o troppo corti e scollati.
Ricordati inoltre che possono entrare borse o zaini di dimensioni non superiori a 30x20x10 cm.
Per quanto riguarda i bambini, è sconsigliata la visita ai bambini al di sotto dei 14 anni a causa del forte impatto emotivo dei luoghi in questione; tuttavia non è vietato, pertanto ogni genitore valuterà, ovviamente, cosa è meglio per i propri figli.
Ad eccezione del blocco 4 e 11, potrai fare foto e filmati ma rigorosamente senza flash.
Un’altra informazione essenziale di cui devi essere a conoscenza è che devi necessariamente effettuare la prenotazione della visita on-line.
Se viaggi in autonomia, ti sarà sufficiente questa prenotazione gratuita per poter accedere, ma se preferisci potrai anche richiedere un educatore interno (servizio a pagamento).
Richiedono un pagamento anche l’affitto di cuffie e la visione del documentario sulla liberazione del campo.
Potrai usufruire delle guide in italiano ogni giorno, ma attenzione: se non prenoti potrebbe terminare la disponibilità in quanto i posti con accompagnatori sono limitati.
Ti consiglio caldamente di usufruire di queste possibilità perché è l’unico modo per poter vivere un’esperienza davvero completa e trarre il massimo da questa significativa esperienza.
Altre informazioni preziose di cui è bene tu sia a conoscenza sono, chiaramente, gli orari di apertura del museo: lo troverai aperto tutti i giorni ad eccezione di Natale, Pasqua e del 1° gennaio.
Gli orari di apertura del campo variano di mese in mese:
- Dicembre: 8-14
- Gennaio e novembre: 8-15
- Febbraio: 8-16
- Marzo e ottobre: 8-17
- Aprile, maggio e settembre: 8-18
- Giugno, luglio e agosto: 8-19
Ricordati che l’orario indicato non è di chiusura, bensì di ultimo ingresso consentito: qualora scegliessi di entrare alla fine della giornata potrai rimanere all’interno del sito al massimo per un’ora e mezza.
Tuttavia, consigliamo caldamente di dedicare almeno tre ore per una visita completa.

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Tour fai-da-te del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau

Ingresso del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau – Photo ID 239172174 © Francesco Valenti | Dreamstime.com
Ecco ora il tour di Auschwitz-Birkenau fai-da-te, che puoi utilizzare per orientarti all’interno del campo di concentramento.
Breve guida ad Auschwitz I
Auschwitz ha avuto un ruolo fondamentale per quanto riguarda la “soluzione finale del problema ebraico” discussa alla conferenza di Wannsee organizzata da Reinhard Heydrich, capo della polizia segreta.
Si stima che qui furono deportati quasi un milione e mezzo di prigionieri, per la maggior parte ebrei.
L’area è suddivisa in due campi: Auschwitz I e Auschwitz II – Birkenau.
Proseguiamo nella nostra guida con alcune informazioni sul primo campo, a partire dalla tristemente celebre scritta posta all’ingresso del campo di concentramento.
Il cancello – l’iconica scritta “Arbeit Macht Frei”

ID 41362760 | Auschwitz © Danilo Mongiello | Dreamstime.com
Il primo campo in cui comparve questa scritta fu quello di Dachau, ma presto venne impressa anche sul cancello di altri siti.
“Arbeit Macht Frei” tradotto significa “il lavoro rende liberi”, originariamente venne assunto come motto dal momento che incarnava le intenzioni del lager, ovvero “correggere” i comportamenti errati di alcuni cittadini tedeschi.
Negli anni trenta, nei campi furono importate alcune usanze disciplinari dell’esercito prussiano, come ad esempio l’ordine delle divise dei prigionieri, l’obbligo di precisione assoluta nel rifarsi il letto o l’utilizzo di musica per scandire il ritmo di alcune fasi della giornata come da prassi militare.
Queste usanze diventarono proprie del campo; tuttavia, con l’arrivo di ebrei e slavi, considerate dai nazisti “razze inferiori”, venne meno il proposito di “correzione” del detenuto.
La scritta, però, rimase, anche in campi costruiti già nel 1940 come quello di Auschwitz.
Una curiosità: la scritta fu fatta forgiare da un prigioniero polacco fabbro di professione, ovviamente in maniera coercitiva.
L’uomo, per sottolineare il suo dissenso, decise di forgiare al contrario la lettera “B” della parola “Arbeit”.
Fu un gesto destinato ad assumere un forte valore simbolico: basti pensare che il fatto viene rappresentato da una statua commemorativa posta di fronte alla sede del Parlamento europeo nel 2014.
Il blocco 4 – Lo sterminio

Ingresso del blocco 4, Auschwitz – Photo ID 156200040 © Lester Riley | Dreamstime.com
Il blocco 4 è costituito da sei sale. È qui che arrivavano polacchi, stranieri e successivamente ebrei da tutta Europa.
Nella prima sala è possibile vedere una cartina che mostra i luoghi da cui giungevano i convogli.
Successivamente è possibile osservare le fotocopie dei registri tedeschi dei decessi: è qua infatti che trovavano la morte ebrei, slavi, sinti, oppositori politici e non solo, sia per esecuzioni sommarie, che per esperimenti, o di stenti.
La terza sala fa riflettere sui convogli che arrivavano al campo: i prigionieri venivano stipati su treni merci per viaggi che arrivavano a durare anche 10 giorni.
A queste condizioni, spesso anziani e bambini morivano già durante la tratta.
Tra coloro che rimanevano, i medici del campo giudicavano quelli abili al lavoro da internare, mentre gli altri venivano direttamente inviati alle camere a gas.
A detta di Rudolf Höß, il comandante di Auschwitz, circa il 70-75% degli internati è stato portato alle camere a gas.
Proseguendo la visita del blocco 4, potrai vedere tre fotografie scattate di nascosto da un detenuto che raffigurano delle donne condotte alle camere a gas e la cremazione sul rogo di alcuni cadaveri.
I nazisti sterminavano le loro vittime attraverso il gas Ziklon B: dopo la liberazione del campo, furono ritrovati molti barattoli, alcuni vuoti mentre altri pronti per essere utilizzati.
Sempre in questo blocco potrete vedere un traliccio tessuto con capelli umani: quando i sovietici arrivarono, infatti, furono rinvenuti sacchi pieni di capelli appartenuti ai detenuti.
Ditte tedesche producevano infatti tralicci con i capelli umani e in seguito ad analisi, sono state ritrovate tracce di acido prussico (quello contenuto nel gas Ziklon B).
I denti d’oro dei detenuti furono fusi e inviati all’Ufficio Sanitario Centrale delle SS mentre le ceneri umane venivano usate come fertilizzanti.
Nella sesta sala potrete rinvenire alcuni degli oggetti confiscati ai deportati, come spazzole e pennelli da barba.
Di molti di questi si appropriavano per uso personale i membri delle SS ma, nonostante ciò, i magazzini del campo erano sempre colmi.
Poco prima dell’arrivo dei sovietici, i tedeschi cercarono di cancellare le tracce spedendo molti oggetti di valore e incendiando i magazzini; nonostante ciò, furono ritrovati migliaia di spazzole, vestiti, scarpe, occhiali ed altro ancora.
Il blocco 5 – Le prove del delitto

Occhiali dei prigionieri nel campo di concentramento di Auschwitz – Photo ID 274351760 © Sergii Figurnyi | Dreamstime.com
Qui potrai vedere con i tuoi occhi vari oggetti sequestrati ai deportati: occhiali, valigie, scarpe ecc.
Venivano strappati ai prigionieri appena giunti al campo in un’ottica di brutalizzazione dell’umanità degli stessi: spogliati e privati di ogni bene, veniva loro cancellato anche il nome, sostituito da un numero identificativo impresso sulla pelle.
Il blocco 6 – La vita del prigioniero

Ingresso del blocco 6, Auschwitz – Photo ID 37975633 © Vladiczech | Dreamstime.com
In questo blocco sono stati raccolti materiali che mostrano ai visitatori come vivevano i detenuti all’interno del campo.
Tra i reperti si trovano documenti, foto e dipinti.
Il direttore del campo spiegava macabramente alle vittime che l’unica via d’uscita sarebbe stata quella dei forni crematori. I deportati subivano queste vessazioni continuamente: fin dal loro arrivo venivano privati di ogni bene e rasati.
Successivamente venivano marchiati con un numero, e poi fotografati in tre posizioni diverse: in questo blocco sono visibili alcune di queste immagini.
Ogni detenuto era contrassegnato da un triangolo di colore diverso a seconda del tipo di crimine commesso, e le divise fornite ai prigionieri erano insufficienti a riparare dal freddo.
Inoltre la biancheria veniva cambiata dopo settimane, talvolta mesi, causando spesso epidemie di malattie infettive, in considerazione, anche, dello stato di denutrizione e i ritmi di lavoro disumani.
Nel blocco 6 sono esposte fotografie scattate durante la liberazione del campo in cui si vedono detenute che arrivano a pesare meno di 30kg.
Proseguendo la visita, vedrai una serie di opere d’arte di artisti che hanno cercato di restituire quella che era la vita del campo.
Ad esempio è possibile osservare le opere “Raccolta della zuppa versata” o “Ritorno dal lavoro”.
Infine la sala 4 del blocco 6 è dedicata ai bambini deportati ad Auschwitz, a cui spettava lo stesso trattamento degli adulti.
La maggior parte di loro, infatti, morì nelle camere a gas, mentre alcuni furono sfruttati per macabri esperimenti scientifici, come ad esempio i neonati o i gemelli.
Gli altri che superarono l’inumana “selezione” erano costretti ai lavori forzati al pari degli adulti.
In questa sala si trovano foto e vestiti appartenuti ai piccoli prigionieri di Auschwitz.
Il blocco 7 – Le condizioni abitative e sanitarie

Dormitori ad Auschwitz – Photo ID 134865240 © Golasza | Dreamstime.com
Procedendo attraverso il blocco 7 sarà possibile vedere i dormitori dei deportati.
Le condizioni erano pessime, poiché i prigionieri erano costretti a vivere stipati in spazi malsani e angusti.
Solo in un secondo momento furono introdotte strutture a tre piani, senza però significativi miglioramenti delle condizioni: ad ogni livello dormivano due detenuti che si coprivano con coperte leggere, logore e strappate.
Anche i servizi igienici, visitabili nel blocco 7, erano disastrosi. Se ad Auschwitz I i detenuti avevano a disposizione blocchi in muratura, a Birkenau le baracche erano prive di fondamenta, caratterizzate così da un terreno acquitrinoso che concorreva alla diffusione delle epidemie.
Il blocco 10 – Gli esperimenti di Mengele

Blocco 10 dove si svolgevano gli esperimenti sui bambini – Photo ID 177849637 | Auschwitz © Wojciech Grabowski | Dreamstime.com
Medico delle SS, Josef Mengele condusse atroci esperimenti sui prigionieri che, spesso, ne morivano di conseguenza; talvolta la morte era proprio il risultato voluto dell’esperimento.
Tra le atrocità commesse, Mengele conduceva test di sterilizzazione, iniezione di malattie per studiarne gli effetti, uccisione e dissezione dei cadaveri per ricerca.
Condusse inoltre uno studio personale con lo scopo di accreditarsi in ambito scientifico: indagò come i geni si sviluppano in tratti fisici e psicologici specifici.
Mengele cercava di confermare la teoria nazista sull’esistenza di “razze superiori e inferiori”, cercando marcatori biochimici che indicassero tale differenza.
Studiò principalmente due gruppi etnici, rom ed ebrei, ma anche coppie di gemelli e persone con anomalie congenite: il dottore del campo iniettava loro varie sostanze e ne studiava gli effetti collaterali, altre volte uccideva le vittime per studiarne l’anatomia.
Infine, condusse anche perversi esperimenti sui bambini, operandoli alla colonna vertebrale, iniettando loro sostanze negli occhi, inserendo spilli nella testa dei piccoli prigionieri, e molte altre pseudo-ricerche mediche più simili a torture.
Il muro della morte

Il Muro della Morte, Auschwitz – Photo ID 170944763 © Bruno Coelho | Dreamstime.com
Tra il blocco 10 e l’11 potrai vedere un cortile recintato ai due lati da un alto muro tristemente conosciuto come “il muro della morte”.
Contro di esso, infatti, furono fucilati migliaia di prigionieri dalle SS.
Inoltre, nel cortile del blocco 11 venivano anche torturati i detenuti del campo, attraverso fustigazioni o la pena del paletto, che consisteva nel legare le mani della vittima dietro la schiena per poi appenderlo ad un palo.
Le motivazioni alla base di tali angherie erano spesso futili, come ad esempio l’accusa di aver rubato una mela, un ritmo di lavoro troppo lento, comportamenti non consoni al campo, la mancata segnalazione di un tentativo di fuga da parte di un compagno di baracca.
Il blocco 11 – Il Blocco della Morte

Ingresso del Blocco 11 – Photo ID 169602423 © Oksana Sotnykova | Dreamstime.com
La prima sala del blocco 11 era quella in cui stavano di guardia le SS. Nelle altre stanze si trovavano i prigionieri in attesa delle sentenze del tribunale speciale in arrivo da Katowice.
Inutile precisare che, nella maggior parte dei casi, prevedeva l’esecuzione dei prigionieri proprio presso il “muro della morte”.
Nell’ultima sala è possibile ammirare alcuni quadri di un ex detenuto che raffigurano il tribunale speciale, i sotterranei e le esecuzioni.
Era qui, dunque, che venivano puniti i detenuti praticamente per ogni cosa, talvolta anche solo per decisione di una delle SS: ad esempio se riteneva che il prigioniero lavorasse troppo lentamente.
Un’altra parte importante del blocco 11 sono i sotterranei: fu qui dove si provò per la prima volta a compiere uccisioni di massa con il gas usato poi nelle camere a gas.
Successivamente furono collocate qui le celle dove venivano rinchiusi i prigionieri accusati di trasgredire le regole o anche membri della popolazione incolpati di aiutare i detenuti a scappare.
Durante la tua visita potrai vedere con i tuoi occhi tre tipi di celle diverse.
Quasi tutte erano celle comuni, ma ce ne sono alcune particolari come ad esempio la numero 18 dove venivano rinchiusi i condannati a morte per fame.
Un’altra cella tristemente più celebre delle altre è la numero 20, una segreta in cui si verificavano morti per mancanza d’ossigeno.
Oppure la 22 dove venivano rinchiusi i detenuti in piccoli bunker della misura di 90 x 90 cm.
La camera a gas e il forno crematorio

Forni crematori di Auschwitz – Photo ID 90458246 | Auschwitz © Adwo | Dreamstime.com
Al di fuori del recinto del campo troviamo il crematorio.
Davanti al suo ingresso era situata la baracca della Gestapo mentre adesso troviamo la forca utilizzata per giustiziare il primo comandante del campo Rudolf Höß in seguito alla sentenza del 1947.

Camera a gas di Auschwitz: Photo ID 84296726 | Auschwitz © Nortophoto | Dreamstime.com
Il crematorio era fornito di un obitorio che fu trasformato in camera a gas provvisoria dal momento che era il locale più ampio.
Il crematorio era dotato di tre forni, ognuno dei quali era in grado di bruciare tre cadaveri contemporaneamente.
Tour di Auschwitz fai-da-te: come raggiungere Birkenau da Auschwitz I
Auschwitz II – Birkenau si trova a circa 3 km dall’altro campo, nell’area del piccolo paese di Brzezinka.
Se desideri, puoi eseguire lo spostamento in autonomia anche a piedi (specie nei mesi estivi più miti), ma io ti consiglio di usufruire del servizio navetta gratuito.
Tra aprile e ottobre, potrai contare su una partenza ogni 15 minuti, mentre nell’altra metà dell’anno su una partenza ogni 30 minuti
Breve Guida ad Auschwitz II – Birkenau
Un campo di circa 175 ettari di superficie, qui furono costruite più di trecento baracche, sebbene ne siano rimaste conservate solo 22 in legno e 45 in muratura.
Anche in questo campo le condizioni igieniche erano disastrose, in più va considerato il problema della mancanza d’acqua.
Qui potrai visitare i resti dei forni crematori e delle camere a gas, oltre allo scalo ferroviario in cui arrivavano i deportati e dove subivano la terribile selezione in seguito alla quale, a seconda dell’esito, venivano condotti nel campo o nelle camere a gas.
Le costruzioni non sono integre perché le SS cercarono di eliminare le tracce dell’atroce sterminio commesso in quei luoghi.
I binari e la Torre di guardia

Treno per Auschwitz-Birkenau – Photo ID 313381457 | Auschwitz © Alexey Fedorenko | Dreamstime.com
In questa parte del museo-campo potrai vedere con i tuoi occhi i binari sui quali arrivavano i treni con, all’interno, i deportati.
Le condizioni durante il viaggio erano talmente proibitive che molti detenuti, specie anziani e bambini, arrivavano al campo già deceduti.
Una volta raggiunto Birkenau, i medici selezionavano i prigionieri abili al lavoro per internarli, mentre quelli troppo deboli venivano immediatamente spediti alle camere a gas per essere eliminati.
All’accesso del campo potrai anche vedere anche la Torre di guardia, imponente, che sovrasta i binari.
Le baracche

Alcuni blocchi di Birkenau – Photo ID ID 68724935 © Michael Paschos | Dreamstime.com
Come già accennato in precedenza, solo una parte delle baracche si sono conservate allo stato originale.
Le baracche in muratura, collocate sul lato sinistro dei binari, erano costruite direttamente sul terreno che facilmente era fangoso e paludoso, insalubre, al punto che spesso concorreva alle molte epidemie diffuse nel campo.
Questi ambienti malsani, spesso frequentati da topi, ospitavano le cuccette su cui dormivano le detenute che erano spesso ricavate da paglia marcia.
Le baracche in legno, invece, situate sul lato destro dei binari, erano originariamente stalle, tramutate in poi alloggi per circa 400 detenuti.
Le rovine delle camere a gas e dei forni crematori

Rovine di una camera a gas distrutta a Birkenau – Photo ID 271443977 | Auschwitz © Atosan | Dreamstime.com
Come hai già potuto leggere, con l’arrivo dei sovietici i nazisti cercarono di eliminare le tracce dello sterminio perpetrato ai danni degli ebrei distruggendo le strutture.
Perciò a Birkenau restano le rovine delle camere a gas e dei cinque forni crematori.
In realtà il quarto forno fu già parzialmente distrutto durante la rivolta dei prigionieri nell’ottobre del ’44.
Tra il secondo e il terzo forno potrai ammirare il Monumento Internazionale in Memoria delle Vittime del Nazifascismo di Auschwitz, inaugurato nel 1967.
Visitare Auschwitz da soli: Domande frequenti
Il biglietto è gratuito, ma devi ricordarti necessariamente di prenotarlo con anticipo. Tuttavia, noi ti consigliamo di prenotare un accesso prioritario e/o l’accompagnatore esperto in lingua (servizi a pagamento).
Cracovia dista da Oświęcim, la città che ospita Auschwitz, circa 70 km.
La durata varia a seconda del mezzo di trasporto scelto e dalla città di partenza. La città principale più vicina è Katowice, da cui potrai arrivare con un percorso in macchina di circa 45 minuti. Da Cracovia dista circa un’ora e venti minuti. Varsavia, invece, è un po’ più distante e dal centro potrai raggiungere il museo-campo dopo una percorrenza di circa tre ore e venti minuti. Se viaggi in treno o autobus, dovrai raggiungere Cracovia per poi proseguire fino al campo.
Potrai prenotare la tua visita sul sito ufficiale di Auschwitz: ti basterà selezionare la voce “Visiting” sulla home page del sito e successivamente scegliere “Reservation”. Da qua potrai prenotare l’ingresso semplice in maniera gratuita, ma ricordati che è consigliato prenotare un accesso prioritario e la guida esperta in lingua italiana.
Visita completa ad Auschwitz-Birkenau in autonomia: conclusioni
Eccoci giunti al termine di questo nostro articolo. Come hai potuto constatare, visitare il museo-campo di Auschwitz è un’occasione di crescita personale e riflessione molto importante.
Potrai vedere con i tuoi occhi i tristi luoghi in cui è stato attuato l’olocausto: la celebre scritta all’ingresso del campo, le terribili baracche dei detenuti, i forni crematori e le camere a gas.
Potrai anche visitare i binari dove i medici delle SS selezionavano i deportati, gli effetti personali delle vittime ed anche dipinti di artisti prigionieri.
Abbiamo anche visto come conviene vestirsi, gli orari del campo e come prenotare i biglietti e la guida in italiano per visitare al meglio il museo-campo.
Infine ho risposto alle domande più frequenti, ma qualora tu avessi altre perplessità, qui sotto troverai una sezione nella quale lasciare un commento.
E, mi raccomando, non dimenticare che per visitare da soli Auschwitz-Birkenau noi ti consigliamo caldamente di prenotare il tuo biglietto saltafila: solo così avrai diritto ad un accesso prioritario per evitare attese all’ingresso del campo.
Inoltre valuta il suggerimento più importante, ovvero di riservarti anche una visita guidata: è l’unico modo per sfruttare al meglio la visita e non rischiare di perdersi nemmeno una curiosità storica.
Solo così potrai vivere un’esperienza davvero completa e indimenticabile, perché, come diceva Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

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Foto di copertina: ID 189608250 | Auschwitz © Tuayai | Dreamstime.com





2 Commenti.
Non riesco aprenotare i biglietti di solo entrata senza guida per il 9 agosto
Buongiorno Franca,
Purtroppo, per la data del 9 agosto, sia i biglietti d’ingresso senza guida sia quelli con visita guidata ad Auschwitz-Birkenau risultano attualmente esauriti.
Al momento restano disponibili soltanto due biglietti all’interno del pacchetto combinato che include la visita ad Auschwitz insieme alle Miniere di Sale di Wieliczka.
Nel caso siate interessati vi lascio qui il link per effettuare la prenotazione.
Un caro saluto,
Alberto