Film e Libri su Auschwitz

Libri su Auschwitz: i 12 Migliori Libri sulla Shoah per Adulti e Ragazzi

Se desideri saperne di più sul campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, sei proprio nel posto giusto! 

Nello specifico, in questo articolo analizzeremo l’importanza della letteratura per tramandare e comprendere la storia dell’Olocausto

Inoltre, ti parlerò dei libri più famosi che esistono su questo tema, indicandoti un’attenta selezione delle letture per noi imprescindibili. 

La lettura ha avuto, e ha tuttora, un ruolo fondamentale per trasmettere la memoria e per sensibilizzare le nuove generazioni su temi difficili come quello della Shoah

Il rapporto con la pagina, inoltre, permette un approccio più intimo, personale e tranquillo, caratteristica che permette di riflettere con maggiore profondità e tempo rispetto, ad esempio, alla visione di un film.

I migliori libri su Auschwitz: la nostra selezione

libri sulla shoah

ID 340991005 | Frank © Aleksandr Dyskin | Dreamstime.com

Come dicevamo, sono molti i libri legati alla Shoah, e sono di varia natura. 

Ognuno, a suo modo, ha contribuito e contribuisce tuttora a diffondere la testimonianza dei sopravvissuti e alcuni importanti insegnamenti legati a quell’atroce periodo storico. 

Andiamo a scoprire insieme i titoli più famosi!

Testimonianze dirette

Tra i libri più famosi legati all’Olocausto, ci sono senza dubbio le testimonianze dirette. Sono infatti molti i sopravvissuti che, una volta tornati a casa, hanno voluto raccontare in prima persona la loro terribile esperienza. 

C’è chi lo fece già con lo scopo di far conoscere quel che accadde ad Auschwitz e nei vari campi di concentramento, c’è chi lo fece inizialmente solo a scopo terapeutico.

Se questo è un uomo (Primo Levi)

Uno dei grandi classici tra le testimonianze dirette è Se questo è un uomo” di Primo Levi, un classico della letteratura italiana e mondiale. 

In questa opera, Levi ci racconta la sua esperienza legata al campo di concentramento: le regole che vigevano e quelle non scritte per sopravvivere. 

Racconta dei rapporti tra i detenuti, del pessimo e insufficiente cibo, delle tragiche baracche in cui doveva dormire

L’autore restituisce in maniera molto cruda ciò che è stato il Lager, senza retorica e senza smussare gli spigoli di un’esperienza aberrante

Non a caso, nella famosa poesia d’apertura che apre il libro, chiede di considerare se l’essere costretto a quelle condizioni può essere chiamato “Uomo”.

La Notte (Elie Wiesel)

Un’altra testimonianza diretta imperdibile è quella di Elie Wiesel con il suo “La notte”, uno dei racconti più toccanti sull’esperienza dell’Olocausto. 

Poco più di 100 pagine autobiografiche pubblicate oltre dieci anni dopo il ritorno alla vita normale dell’autore: per lui, parlare di Auschwitz era impossibile

L’autore racconta di come quell’esperienza gli abbia fatto perdere la fede in Dio e verso l’umanità, come abbia dovuto occuparsi del padre malato fino alla morte da internato e dei valori di un giovane spazzati via da un monito confidatogli da un Kapò: “Ognuno vive e muore in solitudine”.

Noi, Bambine ad Auschwitz (Tatiana e Andra Bucci)

Un’altra importantissima testimonianza diretta è quella di Tatiana e Andra Bucci, narrata nel libro Noi, bambine ad Auschwitz

Il libro racconta la terribile esperienza delle due sorelline, deportate da Fiume insieme alla loro famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Tatiana aveva solo sei anni, Andra quattro, e con loro c’era anche il cuginetto Sergio, di sette anni.

Dopo essere stati condotti nel campo di Birkenau, i bambini furono rinchiusi nel Kinderblock, un’area destinata ai piccoli prigionieri utilizzati per le sperimentazioni mediche. 

Attraverso le loro voci, il libro offre una testimonianza lucida e dirompente dell’orrore quotidiano del campo: la paura costante, le condizioni inumane e l’impotenza vissuta dai più fragili. 

Ma il racconto non si ferma lì. Tatiana e Andra, sopravvissute per un caso straordinario, narrano anche la difficilissima fase successiva alla liberazione: l’orfanotrofio, il lento percorso di recupero e il ritorno alla vita, un aspetto raramente esplorato nelle testimonianze sull’Olocausto.

Comandante ad Auschwitz (Rudolf Höss)

Altra lettura di grande valore, per quanto disturbante, è Comandante ad Auschwitz, scritto da Rudolf Höss, l’ufficiale delle SS che per due anni fu comandante del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau

Questo libro rappresenta un documento unico e agghiacciante: scritto da Höss durante i suoi ultimi giorni prima dell’esecuzione, è un monologo spietato che ci conduce direttamente nella psicologia di uno dei protagonisti del sistema nazista.

Attraverso le sue parole, il lettore viene messo di fronte all’abisso morale che permise l’esistenza dei campi di sterminio

Höss descrive i meccanismi, i processi e il funzionamento delle “officine di morte” con una freddezza che sconvolge, offrendo uno spaccato crudo e inquietante sulla macchina dell’Olocausto

Il libro, accompagnato dalla prefazione di Primo Levi e da un incisivo articolo di Alberto Moravia, invita il lettore a confrontarsi con il terribile divario tra la mole di atrocità perpetrate e l’assurdità delle giustificazioni addotte dall’autore.

Narrativa ispirata ai fatti storici

Esistono importanti romanzi che hanno l’intenzione di amplificare la voce della Memoria. 

Raccontano di storie ispirate ai tristi fatti storici in questione e ambientati nei campi di concentramento. 

Il Tatuatore di Auschwitz (Heather Morris)

Tra i romanzi più riusciti abbiamo Il tatuatore di Auschwitz” di Heather Morris. Racconta di una storia d’amore nata nei campi di concentramento, proprio laddove questo sentimento veniva brutalmente spazzato via. 

Il romanzo racconta di Lale, l’uomo incaricato di tatuare il numero che rappresentava i prigionieri sostituendosi al nome. La vita del giovane, però, riceve una scossa quando incrocia gli occhi di Gita

I due cercheranno di amarsi nonostante l’atroce mondo in cui stanno vivendo.

La bambina che guardava i treni partire (Ruperto Long)

Un altro ottimo romanzo ambientato nel periodo della furia nazista è “La bambina che guardava i treni partire” di Ruperto Long

Caratterizzato da una narrazione commovente sullo sfondo della persecuzione nazista, narra di un padre disposto a tutto per di salvare la sua famiglia e cerca di fuggire alle deportazioni. 

Il libro racconta di un continuo peregrinare, una fuga di città in città senza mai trovare un luogo sicuro e sempre faccia a faccia alle atrocità commesse nei confronti degli ebrei.

Saggi storici

Un capitolo importante per quanto riguarda i libri che trattano del tema della Shoah è quello composto dai saggi storici

Si trattano infatti di analisi approfondite e documentate sull’Olocausto che hanno lo scopo di consegnare alla storia la narrazione precisa di ciò che accadde.

Auschwitz. Ero il numero 220543 (Denis Avey)

Tra i più apprezzabili in questo genere troviamo Auschwitz. Ero il numero 220543” di Denis Avey. Di fatto un romanzo autobiografico, nato anche grazie alla collaborazione tra l’autore sopravvissuto e il giornalista Rob Broomby della BBC

Denis era un soldato britannico che combatteva in Nordafrica. Venne catturato e subì vari spostamenti fino a giungere ad Auschwitz

Qui, avendo sentito parlare delle atrocità inflitte agli ebrei, decise di scambiarsi con uno di loro per vedere direttamente ciò che dovevano subire

Terminato il conflitto venne liberato e riuscì solo dopo anni a raccontare ciò che aveva vissuto e il senso di impotenza che vivevano i prigionieri.

Il Regno di Auschwitz (Otto Friedrich)

È consigliata inoltre la lettura di un altro ottimo saggio storico, ovvero “Il Regno di Auschwitz” di Otto Friedrich.

Si tratta di un’introduzione storica essenziale, un resoconto che va dalla costruzione del campo fino alla sua fine raccogliendo testimonianze di deportati ma anche dei carnefici.

Sulle tracce dei criminali nazisti (Andrew Nagorski)

E tra le opere di saggistica, merita attenzione anche Sulle tracce dei criminali nazisti di Andrew Nagorski, un libro che esplora una delle domande più inquietanti del dopoguerra: che fine hanno fatto i nazisti sfuggiti al Processo di Norimberga? 

Questo saggio, ricco di documenti e indagini, racconta le vicende dei “cacciatori di nazisti” e il lungo percorso per smascherare e assicurare alla giustizia i criminali fuggiaschi.

Libri su Auschwitz per ragazzi

Esistono infine libri che trattano storie adattate per studenti e ragazzi

Una risorsa preziosissima, poiché permettono anche ai più giovani di avvicinarsi al tema dell’Olocausto e iniziare ad acquistare una consapevolezza che è importantissima, specialmente nelle nuove generazioni.

Il diario di Anna Frank (Anna Frank)

È il caso, ad esempio, de Il diario di Anna Frank”, sebbene in realtà non tratti direttamente del campo di Auschwitz

Resta fondamentale per comprendere l’orrore della Shoah e consiste nel diario tenuto da Anna Frank, una ragazza ebrea rifugiata ad Amsterdam con la famiglia per tentare di sfuggire alle persecuzioni naziste

L’unico membro della famiglia Frank a sopravvivere fu Otto, il padre di Anna, che pubblicò i suoi scritti nel 1947 una volta tornato in Olanda. 

Furono gli amici a tenerli nascosti, ben consci del valore che avrebbero potuto avere, affettivamente e storicamente.

La storia di Erika (Ruth Vander Zee)

Un altro libro adatto ai giovani lettori è La storia di Erika” di Ruth Vander Zee. Si tratta di un racconto illustrato per spiegare l’Olocausto ai più piccoli. 

Tuttavia, può essere considerato un reperto prezioso in un percorso di consapevolezza anche per i più grandi

Racconta la storia di Erika, deportata, attraverso le sue parole e immagini che mostrano in maniera chiara ciò che dovevano subire gli ebrei.

Le valigie di Auschwitz (Daniela Palumbo)

Per concludere, nella nostra sezione dedicata ai giovani lettori, Le valigie di Auschwitz di Daniela Palumbo è un’opera che merita un posto speciale

Vincitore del Premio Battello a Vapore 2010, questo libro offre un viaggio intenso e toccante nella Storia, attraverso le vicende di quattro bambini che, in un’Europa lacerata dalle leggi razziali, affrontano discriminazione e deportazione.

Carlo, Hannah, Émeline e Dawid sono i protagonisti di storie tanto immaginarie quanto realistiche: Carlo si rifugia tra i treni che tanto ama; Hannah osserva le stelle per cercare conforto dopo la perdita del fratello; Émeline rifiuta di indossare la stella gialla, simbolo di emarginazione; Dawid, con il suo violino, fugge dal ghetto di Varsavia

Le loro vicende si intrecciano in un mosaico emozionante che cattura il lettore e lo invita a riflettere.

Segnaliamo che l’edizione Alta Leggibilità utilizza il carattere Leggimi© e un layout inclusivo, rendendolo accessibile anche a bambini con DSA e BES, senza rinunciare alla profondità dei contenuti. 

Le illustrazioni in bianco e nero di Giulia Tomai arricchiscono ulteriormente il testo, rendendolo ancora più coinvolgente.

Perché leggere libri sull’Olocausto e sui campi di concentramento?

migliori libri su auschwitz

Libro della memoria delle persone morte durante l’Olocausto ad Auschwitz (Polonia) – ID 168401702 © Maryna Konoplytska | Dreamstime.com

La letteratura ha un importantissimo ruolo anche per quanto riguarda il mantenimento della Memoria legata alla tragedia dell’Olocausto

L’approccio al libro, più intimo e riflessivo, permette al fruitore di affrontare la tematica con più tempo, radicando così più nel profondo determinati pensieri e ragionamenti fondamentali. 

L’impatto emotivo di un libro è molto forte: è facile che il lettore elabori il materiale con maggior partecipazione, creando dentro di sé una fortissima consapevolezza del tema

Non è un caso, infatti, che il supporto cartaceo sia stato fin subito utilizzato per divulgare le testimonianze legate alla Shoah, con lo scopo di far conoscere gli atroci fatti legati ai campi di concentramento al grande pubblico. 

Il libro è inoltre facilmente utilizzabile nelle scuole, ricoprendo così un forte ruolo educativo. 

Molti dei sopravvissuti stessi, una volta tornati a casa, hanno preferito affidare i loro racconti alle pagine, che sapevano essere anche un conforto, una terapia per tentare di affrontare le brutture subite. 

Quegli scritti poi sono diventati preziose testimonianze che dovevano essere condivise con il mondo: nacquero così i primi libri legati all’Olocausto

Successivamente, però, non solo le testimonianze dirette hanno contribuito a ingrandire la bibliografia riguardante la Shoah, ma anche romanzi ambientati nei campi di concentramento e nei ghetti, i saggi storici e i preziosissimi libri educativi per giovani lettori. 

Domande frequenti

Qual è il libro più famoso su Auschwitz?

Se questo è un uomo di Primo Levi è uno dei testi più noti e influenti sull’argomento, ma si evidenzia anche La notte di Elie Wiesel.

Esistono romanzi basati su fatti reali?

Sì, Il tatuatore di Auschwitz e La scelta di Sophie sono esempi di narrativa basata su eventi storici.

Quali sono i migliori libri per ragazzi su Auschwitz?

Il diario di Anna Frank e La storia di Erika sono ottimi punti di partenza per i giovani lettori, ma ne esistono anche altri come ad esempio Maus di Art Spiegelman.

Dove posso acquistare libri su Auschwitz?

Molti libri sui campi di concentramento sono disponibili nelle principali librerie online come Amazon, o presso librerie fisiche specializzate.

Auschwitz e la letteratura: Conclusioni

Eccoci dunque giunti alla parte conclusiva del nostro articolo. Abbiamo visto insieme l’importanza della letteratura e dei libri nel tramandare le informazioni e le testimonianze relative all’Olocausto

Ti ho spiegato del loro forte impatto emotivo e dell’importanza che hanno avuto anche i per sopravvissuti stessi: tornati a casa dopo la guerra e la prigionia, scrivere era come una terapia e un modo per tirare fuori quelle storie agghiaccianti. 

Ti ho poi parlato di alcuni dei libri principali inerenti al tema della Shoah, illustrandoti i vari tipi di libri che esistono: testimonianze dirette, romanzi ispirati da fatti storici, saggi storici e narrativa per giovani lettori. 

Per concludere, ho risposto alle domande più frequenti che riguardo il legame tra letteratura e Olocausto.

Qualora avessi altri quesiti da porci, non esitare a farlo lasciandoci un commento qua sotto

Considera, infine, le numerose risorse che troverai sul nostro sito: ti invito a navigare e leggere gli altri articoli dove reperirai altre storie legate ad Auschwitz o grazie ai quali potrai avere informazioni necessarie per organizzare la tua visita.

In conclusione, desidero ricordarti l’importanza di considerare, nell’organizzazione della tua visita, l’acquisto di un biglietto skip-the-line e la prenotazione di una guida esperta

Con l’ingresso prioritario potrai eludere le lunghe attesa per entrare al museo-campo che potrebbero sulla preparazione emotiva della visita stessa.

Grazie all’accompagnatore esperto, invece, potrai vivere davvero a fondo ciò che Auschwitz-Birkenau effettivamente significa, dal momento che avrai moltissime informazioni storiche durante la tua visita e ti verranno narrate le testimonianze dei sopravvissuti

Visitare Auschwitz è fondamentale perché ci permette di crescere e di riflettere davvero su ciò che la Shoah ha significato, oltre a ciò, ci consente anche di prendere consapevolezza di una piaga ignorata all’epoca e viva ancora oggi: l’indifferenza. Perché, come disse Elie Wiesel, scrittore de “La notte” citato in questo articolo: “L’opposto dell’amore non è odio, indifferenza. L’opposto dell’arte non è il brutto, è l’indifferenza. L’opposto della fede non è l’eresia, è indifferenza. E l’opposto della vita non è la morta, è l’indifferenza.

Foto di copertina:  Il diario di Anna Frank al museo Madame Tussauds il 25 aprile 2017 ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. ID 212765108 | Anna Frank © Nikolai Sorokin | Dreamstime.com

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