Considerata l’importanza della testimonianza storica del museo-campo di Auschwitz, ogni mezzo è sempre stato ben accetto per tramandare ciò che è stato e che ha significato l’Olocausto.
Anche il cinema, dunque, ha fatto i conti con Auschwitz, cercando di portare sul grande schermo molte storie con l’obiettivo di tramandare la narrazione della memoria.
Il fatto che il cinema si occupi della Shoah ha un’importantissima valenza storica anzitutto, poiché diffonde in maniera ampia e accessibile al grande pubblico ciò che effettivamente accadde nell’Europa degli anni Trenta e Quaranta.
Ma ha anche un importante valore educativo, perché permette davvero a tutti di informarsi, di conoscere, di comprendere, anche a quelli più disattenti sul tema, a chi non legge volentieri liberi e soprattutto ai più giovani, maggiormente inclini a seguire la trama di un film piuttosto che un lungo libro o un documentario.
In questo articolo leggerai una panoramica sull’importanza dei film incentrati sul tema di Auschwitz, e ti forniremo una lista di quelli più famosi e apprezzati dalla critica e dal pubblico.
Per una visita ancora più emotivamente impattante può essere produttivo vedere anticipatamente alcuni film che possano introdurre storie dei prigionieri o che rendano una prima idea della vita all’interno di Auschwitz.
Indice dei contenuti
I migliori film su Auschwitz e l’Olocausto: la lista definitiva
Come detto, i film sull’Olocausto hanno contribuito e continuano tuttora a diffondere la narrazione della Shoah e a mantenerne vivo il ricordo.
Tanti paesi e molti registi hanno contribuito, ognuno affrontando a suo modo l’argomento.
Esistono così film di produzioni di svariati paesi: in questo articolo andremo a trattare quelli considerati “Imprescindibili”, grandi classici del tema dell’Olocausto, da vedere almeno una volta nella vita, quelli incentrati specificatamente su Auschwitz ed anche i più importanti con regia italiana.
Classici imprescindibili

Oskar Schindler (Liam Neeson) in una scena del film Schindler’s List – Screenshot del film Schindler’s List catturato personalmente da Phyrexian, senza apportare alcuna modifica.
Schindler’s List (1993) di Steven Spielberg
Un film davvero molto apprezzato che vinse la bellezza di ben sette premi Oscar!
Ispirato al romanzo di Keneally, “La lista di Schindler”, è basato sulla storia vera proprio del signor Oskar Schindler. Ambientato a Cracovia nel 1939 appena prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, il film ci mostra i polacchi ebrei soggiogati dopo l’invasione tedesca.
Nel frattempo, Oskar Schindler, approfittando del divieto imposto agli ebrei, inizia a impiantare un’azienda che produce pentole e tegami per l’esercito, stringendo rapporti con vertici delle SS.
Gli affari procedono nonostante i soprusi in città ai danni di ebrei, ma la svolta si ha quando inizia la costruzione del nuovo campo di concentramento.
La manodopera sfruttata da Schindler inizia a mancare, così come il trattamento riservato agli ebrei peggiora; il protagonista decide dunque di iniziare a produrre munizioni e granate rinnovando così il sostegno delle SS, cercando nel mentre di assumere altro personale ebraico, in particolare i figli degli internati per preservarli.
Con l’avvicinarsi dei sovietici, però, viene ordinata l’eliminazione di tutti gli ebrei con trasferimento ad Auschwitz. Schindler allora decide di comprare uno a uno gli ebrei che lavoravano per lui trattando con il comandante delle SS, compilando una lista di coloro che voleva salvare.
Un errore, tuttavia, sposta il treno su cui viaggiano donne e bambini verso Auschwitz. Schindler, informato dell’accaduto, giunge al campo e corrompe anche il suo comandante, Hoß, riuscendo a salvarli.
Finita la guerra, Schindler dovrà scappare per evitare la cattura da parte dei sovietici, essendo iscritto al partito nazista, ma i suoi ex-operai gli forniscono una lista di firme, una per ogni uomo salvato, da esibire in caso di cattura.
Nel finale, Schindler si accusa di non aver salvato abbastanza persone, avendo inizialmente sperperato denaro; il suo contabile, ebreo, lo rincuora spiegandogli che ha fatto più di chiunque altro.
Caratteristica peculiare del film è che è interamente girato in bianco e nero a eccezione di quattro scene simboliche.
Apprezzabile, inoltre, il fatto che parte degli incassi fu utilizzata da Spielberg per creare una organizzazione no-profit che raccoglie le video testimonianze di oltre cinquantaduemila sopravvissuti.
Il Pianista (2002) di Roman Polanski.
Anche questo film è tratto da un romanzo, questa volta autobiografico, dal titolo omonimo, scritto dal compositore polacco Władysław Szpilman.
Film premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes (2002) e ben tre premi Oscar nel 2003.
Anche questa storia è ambientata nella Polonia del 1939, ma questa volta il protagonista è un pianista polacco di origine ebraica di nome Władysław Szpilman.
Il film si apre proprio con l’invasione tedesca ai danni della Polonia mentre il protagonista sta suonando, fino allo scoppio di una bomba nello studio di registrazione.
Pochi giorni dopo, in una Varsavia occupata, iniziano le restrizioni e i soprusi ai danni degli ebrei. Perciò, Władysław viene licenziato dalla radio per cui lavorava ed è costretto anche a vendere il pianoforte dopo che la famiglia ha terminato i risparmi, fino alla reclusione nel ghetto.
Qui assiste a torture ed esecuzioni sommarie, ma tutti cercano solamente di sopravvivere. Il 16 agosto del 1942, Władysław, con la sua famiglia, viene condotto alla ferrovia per essere deportato al campo di sterminio di Treblinka, ma viene salvato all’ultimo momento da un gendarme suo amico.
Solo, cerca di sopravvivere nel ghetto con lavori di fortuna, fino a quando scoppia una rivolta e lui scappa per poi nascondersi aiutato da persone non ebree.
Dopo essere stato scoperto, però, un ufficiale tedesco a conoscenza delle sue capacità lo costringe a suonare Chopin. Il tedesco, colpito dalla sua bravura, decide di aiutarlo e nutrirlo nei mesi successivi, fino all’arrivo dei sovietici che costringono il nazista alla fuga.
Prima di scappare, però, chiede il nome al pianista senza dire il proprio e gli regala il suo cappotto.
Una mattina, sentendo risuonare l’inno polacco da un altoparlante, Władysław esce dal suo nascondiglio trovando i soldati polacchi.
Nel frattempo il generale nazista viene catturato e chiede a un ex-deportato polacco di dire a Władysław di lui. Terminata la guerra, il protagonista andrà a cercare il tedesco, ma di lui non ci sarà più traccia e si scoprirà che si chiamava Wilm Hosenfeld.
Film incentrati direttamente su Auschwitz

Meryl Streep in una scena del film “La Scelta di Sophie” – Screenshot del film La scelta di Sophie (1982) catturato da Errix
La scelta di Sophie (1982) di Alan J. Pakula.
Tratto dal romanzo omonimo di Wiliam Styron, racconta di una scelta impossibile davanti alla quale è posta una madre.
Ambientato negli Stati Uniti del 1947, un giovane aspirante scrittore, Stingo, ha lasciato i Marines e la fattoria del padre per cercare fortuna a New York.
Qui, si stabilisce a Brooklyn in una stanza in affitto. Altri inquilini della casa sono due ebrei, una coppia che spesso turba la vita del giovane scrittore: Sophie è una sopravvissuta di Auschwitz, mentre Nathan è un intellettuale ossessionato dall’Olocausto.
Il protagonista conosce così una realtà a cui non aveva partecipato, ma che inizia a sentire come sua. La coppia rivela di non aver ancora fatto i conti con la Shoah, in particolare Sophie che racconta di aver appoggiato i valori del padre, nazista convinto e sostenitore del genocidio.
Tuttavia, in quanto ebrei, subirono la deportazione, così Sophie e i suoi due figli furono condotti ad Auschwitz e qua la donna fu costretta a prendere una decisione impossibile: scegliere quale figlio salvare e quale consegnare al suo destino.
Anche all’interno del campo, Sophie scende a compromessi per sopravvivere e anche per questo il passato la tormenterà per sempre.
Il figlio di Saul (2015) di Laszlò Nemes.
Vincitore del premio Gran Prix al Festival di Cannes e dell’Oscar al miglior film straniero, racconta di una rivolta realmente avvenuta all’interno di Auschwitz.
Il protagonista è un Sonderkommando ebreo-ungherese, Saul Ausländer, lavoratore stoico all’interno del campo e apparentemente apatico di fronte alle brutture a cui assiste.
Tutto però cambia quando Saul sente parlare di una rivolta tra il Sonderkommando Abraham e l’Oberkapo Biederman.
L’idea è quella di fare uscire immagini scattate con una macchina fotografica sequestrata ai deportati per fare vedere al mondo le condizioni degli internati.
La rivolta scatta quando i prigionieri scoprono che Biederman e la sua unità sono stati uccisi, così Saul scappa durante il tumulto insieme ad altri prigionieri.
Film italiani sull’Olocausto

Screenshot del film La vita è bella diretto da Roberto Benigni
La vita è bella (1997) di Roberto Benigni.
Film che vinse ben tre premi Oscar, il Grand Prix di Cannes, 9 David di Donatello, 5 Nastri d’argento ed altri premi.
Offre una visione particolare sull’Olocausto, attraverso una miscela di dramma e commedia. Il protagonista è Guido, ebreo italiano deportato dai tedeschi insieme alla moglie Dora e al figlio Giosuè.
Una volta internati, Guido cerca in tutti i modi di rendere vivibile l’esperienza al figlio, che nasconde dalla vista dei nazisti dopo averlo salvato dall’esecuzione.
Gli fa credere, infatti, di essere in un gioco a punti dove il premio consiste in un vero carro armato: essere visti dai tedeschi comporta penalità.
Così Giosuè, sebbene talvolta dubitando e altre annoiandosi, sta al gioco e riesce a resistere fino alla liberazione del campo da parte degli americani.
Alcune scene risultano davvero toccanti e struggenti nel loro particolare accostamento: ad esempio la miscela tra dramma e romanticismo nella scena in cui Guido riesce a salutare la moglie attraverso il microfono del campo con il suo “Buongiorno principessa”, oppure la mescolanza a effetto di commedia e tragedia, come ad esempio nella scena in cui Guido finge di tradurre dal tedesco il regolamento del gioco per il figlio Giosuè, mentre in realtà il soldato delle SS spiegava ai prigionieri come sopravvivere e dei lavori forzati che avrebbero dovuto svolgere.
Memorabile, infine, la scena conclusiva in cui Giosuè ritrova sua madre, e la saluta felice perché crede di aver vinto ritrovandosi su un carro armato americano.
Jona che visse nella balena (1993) di Roberto Faenza.
Tratto da un romanzo autobiografico di Jona Oberski, dal titolo: “Anni d’infanzia. Un bambino nei lager”.
Jona è un bambino ebreo di appena 4 anni che affronta la tragica deportazione che, dopo vari passaggi, lo porterà a Bergen-Belsen.
Il piccolo subisce ogni tipo di sopruso e angheria fino all’evacuazione del campo, in seguito al quale Jona e la madre sono costretti a vagare per i territori tedeschi su di un treno fino alla liberazione da parte dei sovietici.
Mentre il padre di Jona era già morto nel campo, la madre muore invece in ospedale a causa dei troppi dolori psicologici subiti.
Così Jona torna nella sua Amsterdam, adottato da una famiglia di vecchi amici, dove diventerà scienziato.
Documentari importanti

Copertina del documentario Shoah (Claude Lanzmann) – immagine di Film Fan (talk | contribs)
Shoah (1985)
Documentario monumentale di Claude Lanzmann sulla memoria dell’Olocausto.
Lanzmann intervista i sopravvissuti ed anche ex SS e gente del luogo dove sorgevano i campi.
Non c’è intenzione da parte dell’autore di fornire una facile immedesimazione, ma vuole fornire in maniera cruda e diretta ciò che fu per chi ha partecipato a quelle follie.
Il termine Shoah per il titolo, di origine ebraica, fu scelto proprio per la sua intraducibilità: è da qui in poi che proliferarono gli studi sulla parola e che venne così largamente utilizzata.
Auschwitz (2011)
Documentario di Uwe Boll, caratterizzato da un approccio crudo e diretto.
Talvolta disturbante, mostra in maniera davvero schietta il sadismo e la perversione della vita all’interno del più noto tra i campi di sterminio nazisti.
Film su Auschwitz: perché guardare film sui campi di concentramento?

ID 239172174 © Francesco Valenti | Dreamstime.com
I film sui campi di concentramento, e più in generale sulla Shoah, sono una testimonianza davvero molto importante.
Il cinema, si sa, da sempre ha una grande presa su un pubblico molto ampio, dai più giovani fino alle persone più grandi, indipendentemente dal livello di cultura.
Inoltre, è a tal punto forte l’impatto emotivo di un film che talvolta permette in maniera più efficace di farsi un’idea di ciò di cui si parla rispetto ad un libro.
È così che, vedendo delle scene sul grande schermo, al pubblico riesce più facile comprendere cosa realmente accadde ed è naturalmente sollecitato ad una maggiore partecipazione emotiva.
Anche per queste ragioni il cinema ha assunto un ruolo educativo importante e dal forte valore storico e culturale: è anche grazie ai film se si è diffuso in maniera capillare il racconto di ciò che fu la Shoah e se si continua a mantenerne viva la memoria.
I film sono anche usati come strumento per insegnare alle nuove generazioni la storia: ciò che accadde, ciò che significò e l’importanza di continuare a tenerne vivo il ricordo imparando da quei terribili errori umani.
Accade spesso, infatti, che in varie parti del mondo vengano proiettati film inerenti all’Olocausto nelle scuole proprio per insegnare e sensibilizzare, specialmente durante il giorno della Memoria, ma anche senza ricorrenze specifiche.
Domande frequenti
Schindler’s List è uno dei più noti, ma ci sono anche altri film di grande impatto come Il figlio di Saul o l’italiano “La vita è bella”.
Sì, molti film, come Schindler’s List e Il Pianista, sono basati su eventi reali o autobiografie.
Shoah di Claude Lanzmann e Auschwitz di Uwe Boll sono due dei documentari più noti sull’argomento.
Molti titoli sono disponibili su piattaforme come Netflix e Amazon Prime Video.
Auschwitz e il cinema: Conclusioni
Eccoci giunti alla conclusione del nostro articolo. Abbiamo analizzato l’importanza del cinema per mantenere viva la Memoria.
Ho accennato ai film più importanti legati all’Olocausto e ad Auschwitz, e infine ho risposto alle domande più comuni.
Naviga anche sul resto del nostro sito per conoscere tutto ciò che vuoi sapere riguardo Auschwitz, perchè se da una parte il cinema ci offre grandi possibilità di conoscere e comprendere, nulla sarà mai come osservare con i tuoi occhi il memoriale di Auschwitz.


