Storie Vere di Auschwitz

II Chirurgo di Birkenau: la Storia Vera del Medico Josef Mengele

Se stai pensando di visitare Auschwitz e vuoi arrivare al campo già preparato, tranquillo, sei nel posto che fa al caso tuo! 

In questo articolo, e negli altri presenti sul nostro sito, potrai trovare ogni tipo di informazione di cui tu abbia bisogno per organizzarti al meglio. 

E se desideri conoscere storie e personalità legate al campo di concentramento di Auschwitz, non puoi non sapere chi fosse Josef Mengele

Il Dottore Mengele è ricordato come uno dei più spietati nazisti legati alla tragedia dell’Olocausto, e ciò soprattutto a causa del suo sadismo. 

Il medico, che desiderava accreditarsi in ambito accademico, trovò nei bui meandri di Auschwitz-Birkenau il luogo e le cavie ideali per condurre i suoi esperimenti scientifici, più classificabili in realtà come vere e proprie torture.

A renderlo uno dei simboli più macabri dell’Olocausto è il fatto che le vittime di tali esperimenti non erano solamente gli adulti, ma anche e specialmente i bambini, perfino quelli appena nati

In questo articolo scopriremo la storia che si cela dietro questo sadico medico nazista di Auschwitz, dalla sua formazione fino alla sua fuga dalla giustizia, passando attraverso le atrocità commesse all’interno del campo.

Josef Mengele: storia vera del medico di Auschwitz Birkenau

Infanzia e formazione

Mengele nasce in Baviera nel 1911 in una famiglia cattolico-conservatrice e nazionalista tedesca, sebbene, secondo gli storici, non apparisse incline al nazionalsocialismo

Lui, però, entrò già nel 1934 nei reparti d’assalto tedeschi, e in quegli stessi anni frequentò l’università di Monaco laureandosi in antropologia

Proseguendo gli studi, ebbe la possibilità di lavorare con von Verschuer, studioso famoso per il suo interesse particolare sui gemelli che influenzò notevolmente Josef. 

Nel 1937 si iscrive al partito e l’anno successivo nelle SS, laureandosi al contempo in medicina. 

Nelle sue tesi, Mengele cercava già di dimostrare differenze razziali, riscontrabili da caratteristiche antropologiche e, soprattutto, genetiche. 

Queste idee caratterizzarono gran parte delle atrocità da lui commesse all’interno di Auschwitz, e si inserivano perfettamente nel pensiero filosofico-scientifico della Germania di quegli anni.

Ingresso nel Partito Nazista

Entrato nelle SS nel 1938, ricevette l’addestramento militare e nel 1940 fu chiamato al servizio

Considerando le sue competenze mediche, si offrì proprio per questo ruolo in forze nelle Waffen-SS, distinguendosi per il suo operato per il quale ottenne anche dei riconoscimenti

Dopo essere stato lievemente ferito, fu ritirato dalla prima linea del fronte, giudicato non idoneo, e poi trasferito ad Auschwitz dopo essere stato promosso al grado di capitano delle SS.

Assegnazione ad Auschwitz

Fu così che, nel maggio del 1943, divenne capo medico del campo riservato alla popolazione di etnia sinti all’interno di Birkenau

Questo fino al 1944, quando ad agosto il campo fu smantellato e i suoi detenuti eliminati, così Mengele divenne medico capo di tutto Birkenau, sotto la supervisione di Eduard Wirths. 

Nelle testimonianze dei prigionieri, Josef Mengele viene spesso ricordato anche con vari appellativi come “L’angelo della morte”

Fuga dalla Germania

Nel 1945 fu costretto a scappare, decise così di portare con sé tutti i risultati raccolti con le sue ricerche

Fino all’ultimo giorno continuò con zelo a svolgere il proprio lavoro, selezionando ancora i prigionieri abili da quelli inabili al lavoro

Terminata la guerra, fu uno dei maggiori ricercati nazisti al mondo. Mengele riuscì a scappare grazie all’aiuto ottenuto a Termeno, in Alto Adige, dove ottenne documenti falsi riportanti le generalità di Helmut Gregor, nato proprio in quel comune. 

Con questa identità si imbarcò a Genova per approdare in Argentina.

Esilio in Sud America

josef mengele medico di auschwitz

Josef Mengele, 1956 – Dalla polizia di Buenos Aires – Licenza: Falt i det fri (Public domain)

Inizialmente, si stabilì nei dintorni di Buenos Aires, dove restò fino al 1959. Visse con due sorelle ungheresi simpatizzanti naziste, poi con un’altra famiglia. 

Dopo anni in cui celò la sua identità, decise di riprendere il suo nome convinto ormai di essere scampato all’arresto

Ma dopo la cattura nello stesso continente di Adolf Eichmann, cominciò nuovamente ad usare generalità fittizie e si spostò varie volte tra Argentina, Paraguay e infine Brasile

In Sud America lavorò per la ditta della famiglia che aveva in quella zona alcune delle sue sedi.

Morte e ricerche successive

Morì all’età di 67 anni, mentre nuotava nell’Atlantico, a causa di un ictus che lo portò ad annegare

Trovò sepoltura con il falso nome di Wolfgang Gerhard, e solamente nel 1985 venne scoperta la tomba

Nel 1992 fu autorizzata la riesumazione del cadavere per eseguire un test del DNA: paragonato con quello del fratello offrì un risultato di corrispondenza certa oltre il 99%.

Il chirurgo di Auschwitz: gli esperimenti di Mengele

chirurgo di birkenau josef mengele

Auschwitz, Polonia, da sinistra a destra: Richard Baer (comandante di Auschwitz), il dottor Josef Mengele e Rudolf Hoess (l’ex comandante di Auschwitz). Foto su Picril via Wikimedia Commons

Il suo ruolo all’arrivo dei deportati ad Auschwitz

Mengele ci teneva ad essere sempre presente quando arrivavano nuovi deportati o durante le adunate nella piazza del Campo: sceglieva con estrema leggerezza chi era abile al lavoro e chi invece doveva essere condotto alle camere a gas. 

Sono molte le testimonianze in cui Mengele viene descritto come una persona sadica che sembrava provare soddisfazione per il compito che svolgeva

Fu sempre sotto i suoi ordini che in diverse occasioni furono uccise svariate persone a causa di potenziali epidemie scaturite da suoi esperimenti: per evitare contagi faceva uccidere persone non più utili ai suoi esperimenti dopo aver iniettato loro le malattie. 

Sembrava quasi avere due personalità: chi lavorava con lui ha ricordato di aver notato la gentilezza e l’attenzione nei modi, tipici di un medico, salvo poi esplodere in episodi di rabbia e aberrante crudeltà e cinismo.

Gli esperimenti sui deportati

baracca 10 esperimenti sui bambini di auschwitz

Baracca 10, luogo in cui Mengele svolgeva gli esperimenti sui bambini – Photo ID 177849637 | Auschwitz © Wojciech Grabowski | Dreamstime.com

Josef Mengele fu soprattutto famoso a causa dei suoi terribili esperimenti. Medico spietato senza etica e senza dare mai segno di rimorso, fu cinico nel portare avanti le sue ricerche a discapito dell’incolumità dei prigionieri, spesso bambini

Mengele si avvalse dell’aiuto di un’antropologa polacca, un patologo ebreo ungherese e una pittrice ebrea boema (che dipingeva parti anatomiche del corpo), prigionieri ai suoi ordini. Ciò per avere esperti in grado di aiutarlo nelle sue ricerche.

Mengele sottoponeva i detenuti a esperimenti atroci, come ad esempio le iniezioni di sostanze negli occhi, o misurazioni disumane, costringendoli in piedi per ore nudi in una stanza non riscaldata.

Spesso, al termine di questi esperimenti, li uccideva personalmente con iniezioni di fenolo nel cuore, per poi dissezionarne i cadaveri. 

Ci sono testimonianze riguardo la testa di un giovane sinti di dodici anni inviata in Germania per studi, o coppie di occhi di persone sofferenti di eterocromia spedite a Berlino dopo la brutale eliminazione dei prigionieri. 

Uno dei tanti, tremendi studi portati avanti dal medico di Auschwitz fu quello relativo alle malattie contagiose: ad esempio iniettò la malaria in molti pazienti per studiarne gli effetti

Studiò anche la stomatite gangrenosa, malattia causata con ovvietà dalla malnutrizione e dalle condizioni di vita del campo, con l’intenzione di dimostrare che colpisse solamente la popolazione sinti poiché appartenenti ad una razza giudicata inferiore. Ovviamente non poté sostenere scientificamente questa tesi

Mengele mostrò grande interesse per i gemelli presenti nel campo, che analizzava e studiava con prelievi e misurazioni. Iniettava sostanze in essi per studiarne le reazioni e compiva i più disumani e folli esperimenti: supervisionò personalmente un’operazione che avevo lo scopo di cucire due gemelli insieme per crearne uno siamese artificialmente

Infine, fece anche costruire un asilo in cui i bambini più piccoli vivevano in condizioni accettabili e ricevendo adeguate razioni di cibo, all’interno del quale lo stesso Mengele andava volentieri intrattenendosi e giocando con i bambini. 

Non appena, però, alcuni di loro diventano necessari per qualche esperimento, Mengele non aveva scrupoli a sfruttarli: il miglior trattamento era funzionale agli esperimenti da condurre per cui servivano bambini in grado di sopportare le prime angherie

Mengele è ricordato anche per i suoi esperimenti su persone affette da nanismo: un’intera famiglia fu vittima delle sue perversioni pseudoscientifiche. 

Una delle sopravvissute ricorda che le versavano acqua bollente e poi gelida nelle orecchie per poi passare nuovamente a quella bollente. Ricorda anche che furono fatti sfilare nudi e ripresi in un video che venne poi inviato a Hitler in persona per il suo divertimento.

Approfondimenti: libri, film e documentari su Josef Mengele

Josef Mengele, tristemente noto come “l’Angelo della Morte” di Auschwitz, è una delle figure più emblematiche e inquietanti della storia dell’Olocausto. Le sue azioni all’interno del campo di concentramento, in particolare gli esperimenti medici crudeli e pseudoscientifici, hanno lasciato un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo e nella memoria storica. Numerosi libri, film e documentari hanno cercato di esplorare la complessa figura di Mengele, offrendo diversi punti di vista sulla sua vita, i suoi crimini e la sua fuga dalla giustizia.

Libri su Josef Mengele

“Il medico ad Auschwitz” di Miklós Nyiszli

Questo libro è una delle testimonianze più significative legate a Mengele. Miklós Nyiszli, un medico ungherese deportato ad Auschwitz, fu costretto a lavorare come assistente per Mengele

Nel suo racconto dettagliato e agghiacciante, Nyiszli descrive la brutalità degli esperimenti medici e il funzionamento del campo, offrendo uno sguardo diretto sulla personalità del “medico” delle SS.

“La scomparsa di Josef Mengele” di Olivier Guez

Questo romanzo storico, vincitore del Premio Renaudot, ricostruisce la vita di Mengele dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale

L’opera si concentra sugli anni della sua fuga, prima in Europa e poi in Sud America, esaminando le reti di protezione di cui usufruì e il peso dei suoi crimini sulla sua esistenza

Una lettura coinvolgente che svela i retroscena della latitanza di uno dei criminali nazisti più ricercati.

“Sulle tracce dei criminali nazisti” di Andrew Nagorski

Pur non incentrato esclusivamente su Mengele, questo libro racconta le operazioni condotte per rintracciare i principali responsabili dei crimini nazisti, inclusa la caccia all’ex medico di Auschwitz

Un’opera che evidenzia gli ostacoli e i dilemmi morali affrontati dai “cacciatori”.

“Children of the Flames” di Lucette Matalon Lagnado e Sheila Cohn Dekel

Questo libro raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti agli esperimenti di Mengele, in particolare i gemelli che furono il principale oggetto dei suoi studi pseudoscientifici

Un lavoro emozionante e disturbante che documenta le sofferenze inflitte da Mengele a bambini innocenti.

Film e documentari su Josef Mengele

“Il Maratoneta” (1976)

Sebbene non direttamente incentrato su Mengele, questo thriller esplora il tema della fuga dei nazisti in Sud America, con un personaggio ispirato all’Angelo della Morte. 

La performance di Laurence Olivier, che interpreta un medico nazista in esilio, è memorabile e inquietante.

“The Boys from Brazil” (1978)

Basato sul romanzo di Ira Levin, questo film immagina un piano folle orchestrato da Mengele per clonare Adolf Hitler

Gregory Peck interpreta Mengele in una versione romanzata, ma comunque inquietante, del suo personaggio.

“Hunting Hitler’s Henchmen” (2018)

Questo documentario della serie Hunting Hitler analizza la rete di fuga nazista attraverso le rotte del Sud America, includendo riferimenti alla vita di Mengele dopo la guerra.

“Josef Mengele: The Hunt for a Nazi War Criminal”

Documentario dedicato esclusivamente alla figura di Mengele, esplora i suoi crimini, la sua fuga e le operazioni per catturarlo. Una risorsa informativa per chi vuole approfondire la sua storia e il ruolo della comunità internazionale nel cercare di portarlo davanti alla giustizia.

“Forgiving Dr. Mengele” (2006)

Questo documentario racconta la straordinaria storia di Eva Mozes Kor, una sopravvissuta agli esperimenti di Mengele. 

Eva, nonostante le sofferenze subite, decide di perdonare i suoi aguzzini, aprendo un dibattito sul significato di perdono e memoria.

L’Angelo della Morte di Auschwitz: Domande frequenti

Chi era Josef Mengele?

Josef Mengele era un medico nazista famoso per i suoi esperimenti disumani sui prigionieri ad Auschwitz, in particolare sui gemelli. 
Ricordato come “L’Angelo della Morte” sembrava quasi provare piacere e soddisfazione durante i suoi macabri esperimenti e svolgendo i suoi spietati compiti. 
Molti detenuti lo ricordano a causa della sua costante presenza durante la selezione di prigionieri da inviare alle camere a gas. 
Secondo molte testimonianze, tradiva un certo piacere nel timore che incuteva con il suo camice bianco.

Cosa faceva Josef Mengele ad Auschwitz?

Mengele era responsabile degli esperimenti genetici e della selezione dei deportati all’arrivo nel campo
Descritto spesso come totalmente indifferente nei confronti delle vittime, le selezionava per le camere a gas o per i suoi esperimenti
Guidato dai suoi interessi scientifici non sembra aver mai provato rimorso per i crimini commessi.

Quali erano gli esperimenti più noti di Mengele?

Gli esperimenti più noti di Mengele sono quelli sui gemelli per studiare l’ereditarietà e i test inumani su donne incinte, nani e prigionieri con disabilità
In tutti i suoi tremendi esperimenti, Mengele dimostrò di non avere il minimo rispetto per l’essere umano
Tra i tanti studi portati avanti dal medico di Auschwitz, si ricordano gli esperimenti nei quali iniettava sostanze tossiche all’interno degli occhi di persone affette da eterocromia; l’iniezione di malattie in persone sane per studiarne gli effetti; le prove fisiche estreme; il taglio di parti anatomiche; l’inserimento di spilli nelle teste dei prigionieri.

Che fine ha fatto Josef Mengele?

Mengele fuggì in Sud America dopo la guerra, vivendo in latitanza fino alla sua morte in Brasile nel 1979 a causa di un annegamento dovuto a un ictus mentre era in acqua. 
Sfuggito alla giustizia, riuscì a scappare grazie a un appoggio ricevuto in Italia dal quale ottenne generalità fittizie necessarie per imbarcarsi a Genova in direzione dell’Argentina.

Il medico di Auschwitz-Birkenau: Conclusioni

Siamo dunque giunti alla parte conclusiva del nostro articolo. Abbiamo conosciuto insieme la storia dello spietato medico di Auschwitz: Josef Mengele

Ti ho raccontato dei suoi studi medico-antropologici e della sua adesione al partito nazista, e poi delle sue gesta in guerra fino al trasferimento ad Auschwitz

Abbiamo visto insieme quali erano i suoi compiti all’interno del campo di concentramento e le terribili ricerche che portava avanti attraverso disumani esperimenti condotti sui prigionieri di Auschwitz

Sei venuto a conoscenza, leggendo l’articolo, della sua fuga dalla Germania fino al Sud America dove riuscì a vivere senza mai essere consegnato alla giustizia fino alla sua morte. 

Ho infine risposto alle domande più frequenti relative all’Angelo della Morte di Auschwitz, ma se dovessi averne di altre non esitare a lasciare un commento qua sotto

Se vuoi conoscere altre storie legate al campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, o avere informazioni pratiche su come organizzare la tua visita a questo triste simbolo dell’Olocausto, ti consiglio navigare sul nostro sito e leggere gli altri articoli che troverai a tua disposizione.

Per concludere, vorrei ricordarti l’importanza di riservarti un ingresso prioritario qualora decidessi di visitare il museo-campo. Solamente con un biglietto saltafila, infatti, potrai accedere direttamente al campo saltando le lunghe e lente code presenti all’ingresso

Inoltre, solo se sceglierai di farti accompagnare da una guida esperta, potrai vivere un’esperienza davvero arricchente al 100%, che ti offrirà spunti di riflessione e un’occasione di approfondire il tema dell’Olocausto per un Memoria viva e consapevole

Mengele, forse ancor più di altri aguzzini, rappresenta quel male che non dobbiamo dimenticare, quella crudeltà che apparteneva alle persone comuni, anche agli studiosi e agli uomini di scienza. 

Mengele rappresenta uno dei motivi lampanti per cui è fondamentale visitare Auschwitz e mantenerne vivo il ricordo: solamente con una Memoria consapevole di ciò che è stato l’Olocausto, potremo simbolicamente consegnare questo tiranno alla giustizia!

Articoli simili